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Da Polyvore a Looklet sulla rete impazza la moda di “fare moda”

Scritto il 8.03.2010 in News



Di Federica Dell’Isola

Chi di noi non ha mai desiderato di avere la possibilità di accostare abiti e accessori delle più grandi maison di moda? Tutte, e di certo quello che manca non è la fantasia o il buongusto (almeno nella maggior parte dei casi) ma, diciamocelo chiaramente, non tutte si possono permettere l’outfit perfetto griffato da cima a fondo.

Ebbene, ora la rete permette agli appassionato di moda di vestire le modelle e creare il completo perfetto. Sono moltissimi, infatti i siti che, previa iscrizione, permettono di creare i set di moda o addirittura scegliere le modelle, vestirle e inserirle in un servizio fotografico.

Il primo di questi è Polyvore.com che mette a disposizione degli utenti uno sterminato armadio virtuale con cui creare la mise ideale e magari abbellirla con qualche sfondo. Il sito si presenta come una community dove è anche possibile seguire gli utenti, scambiare commenti e iscriversi a gruppi che spesso organizzano anche dei concorsi a tema, in cui non si vince nulla se non la soddisfazione di vedere apprezzata la propria idea di fashion.

Diverso è invece looklet.com che si presenta meno asettico di polyvore poiché qui non si tratta solo di accostare abiti ma addirittura di vestire una modella e di inserirla nel giusto contesto scegliendo anche fra diversi settings per un servizio fotografico virtuale. Anche in questo caso si tratta di una fashion community in cui si possono scambiare commenti e impressioni fra i vari utenti.

Di certo questo non è un fenomeno di poco conto se solo si tiene presente quanto questi siti possano essere un vero a proprio pozzo inesauribile di nuove tendenze se gli operatori del settore della moda globale vi prestassero la dovuta attenzione.

Ciò che emerge è che gli utenti hanno un grandissima abilità nell’accostare abiti e accessori di alta moda e non (basti pensare che tanto polyvore quanto looklet permettono di accostare un semplice abito di H&M con delle scarpe di Louboutin) e che questi, pur non essendo veri e propri professionisti dell’industria della moda hanno una propensione quasi innata nel creare sets di alta moda e a presentarli come se fossero navigati redattori di patinatissime riviste.

Anna Wintour dovrebbe iniziare a tremare.