La fiaba di Sissi
Chi ha studiato approfonditamente la storia, e magari ha anche avuto la possibilità di visitare i luoghi dove l’imperatrice Elisabetta d’Austria ha vissuto la sua vita pubblica e privata, sa già che la vera Sissi si allontanava un bel po’ dal temperamento mite che ci è stato spesso tramandato. Elisabetta di Wittelsbach era una donna estremamente volitiva, molto concentrata su sé stessa, attentissima alla forma fisica, più attaccata alla sua famiglia d’origine che a quella costruita insieme a Franz, spesso in lontana per libera scelta dai suoi figli e da suo marito.
Eppure, la versione più comune della sua storia, la fiaba dell’imperatrice totalmente dedita ai suoi cari e al suo popolo, è quella a cui non possiamo smettere di dar credito, e che ogni estate, quando la Rai puntualmente trasmette le repliche dei tre film interpretati da Romy Schneider, ci riporta davanti allo schermo della tv.
E’ andata così anche domenica e lunedì sera, quando Sissi ha avuto il viso dolce e la grazia di Cristiana Capotondi nella miniserie coprodotta da Rai1( Publispei) , Sunset Austria e Eos Entertainment. Nulla di innovativo, è vero: scene statiche, tanti vuoti nei dialoghi, interpreti un po’ impalati, elementi sovrapponibili a tanti altri sceneggiati.
Nonostante tutto il panorama, le dimore e soprattutto i costumi erano davvero da sogno; solo per questi già sarebbe valsa la pena. Inoltre, vale forse il solito discorso: non si è trattato sicuramente di un prodotto originale ed il cast, come il copione, non è stato particolarmente convincente; ma, accettando di credere per qualche ora a questa versione della storia, ci sono state allora offerte un paio di serate serene, eleganti( cosa che raramente ormai accade in tv) , davanti ad una storia romantica che, ( diciamoci la verità) , difficilmente ci lascia indifferenti.









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