Apre a Metz il nuovo Centre Pompidou
“A volte la gente pensa che Metz abbia perso il suo spirito ma per noi il Centre Pompidou è un nuovo inizio”. È con queste parole che Dominique Gros, sindaco di Metz, ha presentato il Centre Pompidou ieri in occasione dell’inaugurazione a cui hanno preso parte il presidente Nicolas Sarkozy accompagnato dal ministro della cultura Frédéric Mitterrand e da Bernadette Chirac.
Uno spazio di 10.700 metri quadrati (di cui la metà destinati esclusivamente alle esposizioni), una struttura costata 69 milioni di euro, 10 milioni di euro di budget previsti per il primo anno di programmazioni: sono questi alcuni dei numeri del nuovo Centre Pompidou di Metz. Opera del giapponese Shigeru Ban e del francese Jean de Gastines, questo nuovo museo ha aperto le sue porte al pubblico con un’esposizione intitolata “Chefs d’ouevres” (gratuita fino al 16 maggio) che comprende 780 opere, di cui ben 700 provenienti dal Centre Pompidou di Parigi (tra cui opere di Matisse, Kandinsky, Picasso e Miro). Il museo non avrà opere sue ma si dedicherà esclusivamente alle esposizioni, da quattro a sei ogni anno. La maggior parte del materiale sarà fornito dal Centre Pompidou di Parigi, sperando che Metz non diventi un “deposito” del suo antenato parigino.
Già soprannominato “la casa dei puffi”, la struttura del Centre Pompidou assomiglia ad un cappello cinese di bambù la cui forma esagonale ricopre le tre gallerie interne. La struttura si sviluppa attraverso una guglia centrale che arriva fino ad un’altezza di 77 metri (in omaggio alla data di nascita del Centre Pompidou parigino).
Più che un museo, il Centre Pompidou di Metz vuole essere un centro multidisciplinare potendo contare, oltre che sui 5 mila metri quadrati riservati alle mostre, anche su un auditorium di 144 posti, uno studio di creazione con 196 posti, un café, un ristorante, una libreria e un centro di ricerca.
Con questa apertura, Metz si augura di poter risollevare la propria economia attirando turisti da tutto il mondo, sperando di ripetere così il successo ottenuto dal Museo Guggenheim di Bilbao.
Di Elena Zucco









Articoli correlati