Rubrica “A Tu Per Tu” – Pazza idea!

Scritto il 17.05.2010 in Rubrica "A tu per tu" - TAG: rubrica femminile





Care amiche,

Da circa un paio di ore, me ne sto seduta qui tutta sola davanti allo schermo del mio PC a riflettere. Oggi ho fatto una pazzia fuori misura e ora mi assalgono tanti, troppi dubbi!

Sono stata eccessivamente impulsiva? Avrò fatto la cosa giusta? Avrei potuto comportarmi in modo diverso? E’ stata semplicemente una mera follia, oppure ho davvero fatto bene ad ascoltare il mio istinto?

Tutti i miei amici, quando l’hanno saputo, sono rimasti a bocca aperta e mi hanno dato affettuosamente della “pazza”. Anche loro, conoscendomi, hanno appoggiato questa mia decisione. Sapevano che agendo altrimenti, me ne sarei pentita e ci avrei sofferto non poco. Solo una, la più matura e razionale di tutte, mi ha detto ciò che in fondo al mio cuore io già sapevo ma che non volevo ascoltare: “Forse stai cercando la strada più semplice: vedi la possibilità di stare bene adesso, ma io credo non sia la scelta adatta a te, al tuo futuro”.

Generalmente non sono una sprovveduta! Prima di prendere una decisione importante ci rifletto bene e a lungo. Questa volta ho davvero avuto troppo poco tempo a disposizione per decidere e, forse ha ragione la mia amica, mi sono buttata a capofitto in questa nuova avventura, per paura di soffrire.

Cos’è che ci spinge ad ascoltare solo l’istinto, ignorando completamente ciò che la vocina della nostra coscienza ci suggerisce di fare? Perché se sappiamo che una cosa è sbagliata, decidiamo di farla ugualmente? E perché se non la facciamo, siamo presi dai rimorsi?

Gli animali si salvano la vita con l’istinto. Le loro azioni sono dettate da esso e attraverso di esso riescono a vivere felici. Ma l’istinto riguarda solo gli animali o ha a che fare anche con noi umani? Io credo che la ragione debba assecondare l’istinto nell’aiutarci a capire cosa vogliamo veramente e a lavorare su quello.

Io di solito ragiono tanto su tutto quanto, ma vado anche a sensazioni, seguo l’istinto che raramente sbaglia. Mi porta di solito, dove voglio andare. Una condizione questa che la ragione non sempre mi permette di raggiungere. Valutare sempre i pro e i contro, rimuginare troppo sulle cose, in certi casi è sbagliato.

Spesso, infatti, perdiamo tanto tempo nel teorizzare, nel supporre, nel fare delle congetture, che ci dimentichiamo di agire perdendo di vista il risultato. Forse per la prima volta nella mia vita, ho spento il cervello e ho agito con il cuore.

Ma quanto mi è costata questa scelta? Dovremmo sempre usare la ragione o affidarci al nostro istinto? Voi cosa ne pensate? Avete mai fatto qualche pazzia o agite usando sempre ed esclusivamente la ragione?

Di Valeria Antonella Cazzato

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Commenti (13)

 

  1. Felice Delle Donne scrive:

    A mio avviso l’istinto vero e proprio è soprattutto incoscienza.
    Abbiamo un cervello per ragionare e dovremmo sfruttarlo anche per questo.
    L’esperienza ci dovrebbe aiutare a accorciare quell’intervallo che intercorre tra istinto e azione… cioè a riflettere sempre più rapidamente.

    Quindi quando pensiamo che il nostro istinto sbaglia raramente è perchè o siamo fortunati, o il nostro cervello grazie all’esperienza elabora le decisioni in tempi sempre più stretti.

  2. Farfallina scrive:

    la pazzia più grande che ho fatto??? mmmh … ne faccio tante nella vita… però la “migliore” che ho fatto è stata quella di avere solo 16 anni, innamorarmi… può sembrare una cosa apparentemente normale, ma l’amore a volte ti porta a fare, agire, e pensare in modo a volte poco consono, o in maniera non razionale. insomma a non utilizzare il “cervello”. io vivevo a 100 km da lui, al nord… a casa mia, andavo a scuola, avevo i miei amici… la vita standard di una adolescente di sedici anni. io al nord, lui al sud… mi sembrava una cosa bruttissima, qualcosa ke non riusciva a farmi vivere tranquillamente, lui mi dava quello che tanto stavo cercando: la felicità. credo che sia normale inseguire la felicità, è quello che ogni uomo cerca di fare nella propria vita, unica è speciale. i giorni passavano, le stagioni cambiavano il solito paesaggio che ero abituata a vedere fuori dalla mia finestra quando aspettavo con ansia le sue telefonate… ore ed ore al telefono, sperando quasi di passare dall’altra parte della cornetta, illudendoci che la la nostra voce sarebbe bastata a farci andare avanti, a darci forza… guardando il calendario sperando che quei giorni passassero velocemente, credendo che prima o poi qualcosa sarebbe cambiata. le cose non cambiano, se non ti alzi e le fai. io ho avuto coraggio, per alcuni è stato il coraggio di rovinarsi la vita, ognuno ama vedere le cose sempre da una prospettiva diversa, il mondo è bello xkè è vario… non sarebbe giusto se non fosse così.
    ho lasciato a diciassette anni gli studi, sono sparita da un giorno all’altro dai miei amici, ho lasciato la mia casa, il mio letto… la mia famiglia… mia sorella… per andare a 100 km lontana da loro, ma vicina a ciò che in quel momento riusciva a farmi vivere. mi sono ritrovata tutto ad un tratto SOLA. dovevo gestire un intera casa, cosa ke non è facile, soprattutto quando sei abituata alle coccole della mamma e del papà. ho dovuto cercare da ogni parte un lavoro, che mi permettesse di sopravvivere, un mezzo di trasporto che potesse rendermi indipendente… passavano i giorni, i mesi, gli anni…molto più velocemente di quando stavo lontana da lui… la mia situazione andava sempre più a precipitare, dovevo sistemarmi. non potevo vivere di lavori precari… mentre lui ha sempre continuato a farsi la sua vita, diploma, università, amici…uscite… e io sola, in disparte. mi teneva tutta per se diceva… ma se ami davvero una persona, a mio parere non gli fai così tanto del male per ben 4 anni.
    non bisogna MAI dare TUTTO a nessuno, perchè così non ti rimane nulla per te. questo l’ho imparato a mie spese. sulla mia pelle. andando contro i consigli di chi davvero mi voleva bene, andando contro ogni regola, ogni pregiudizio andando contro la ragione…
    morale della favola?
    ho scoperto che mentre stava con me, stava con un altra. è a dirmelo è stata sua madre. che mi ha telefonato dicendo di venire a pranzare con loro, che tanto avevo dimenticato nel letto di suo figlio il “MIO” braccialetto… ma che in realtà non era mio. era di LEI. UNA SEDICENNE- quella ragazza aveva la mia stessa età di quando mi innamorai perdutamente di lui, forse nei suoi occhi aveva rivisto la stessa luce che brillava nei miei a quei tempi.
    mi sono ritrovata veramente SOLA. metaforicamente per terra, nessuno giustamente è venuto a porgermi una mano per farmi rialzare. ho avuto uno schiaffo morale. è stato molto forte.
    sono riuscita ad alzarmi con le mie forze SOLA, ho affrontato il dolore che sembrava straziarmi, ho ingoiato la frase “te lo avevo detto..”
    ho trovato un lavoro, che davvero mi gratifica, mi sono riscritta a scuola per terminare gli studi, sono riuscita a comprarmi una bella macchina, ed ora mi sento davvero felice e libera.
    un esperienza che mi ha aiutata a diventare forte, modificando il mio carattere, il mio modo di agire e di pensare. se potessi tornare indietro????? lo rifarei!!!! anche sapendo come sarebbe andata a finire.
    NO, non sono scema… però se non avessi avuto un esperienza così forte, dura e dolorosa. ora, OGGI, non sarei quello che sono. ed io sono FIERA di me, e di quello che ho sempre fatto. MEGLIO FARE è PENTIRSI, CHE NON FARE è PENTIRSI… così diceva Boccaccio.
    la vita una è… a volte seguire il cuore ci fa soffrire, ma se non si vive ORA, non so se avremo modo di farlo. non tutto il male vien per nuocere, ogni esperienza bella, o brutta, ci lascia sempre qualcosa di bello dentro… qualcosa di prezioso. che ci aiuta a vivere. è che c’è di più bello che poter VIVERE?
    :)

  3. valentina scrive:

    in poche parole…mandare una storia “d’amore”di 5 anni a farsi benedire per inseguirne una che di certezze me ne dava quasi zero…il classico “lasciare il certo per l’incerto”….mettersi contro il mondo intero che mi ha dato della pazza…sentirmi gli sguardi sprezzanti, riuscire a leggere nelle menti delle persone attraverso i loro occhi che proprio non riuscivano a trattenere i loro pensieri…e dicevano”ma tu sei pazza…sei una poverina…non sai a cosa stai rinunciando…sei diventata scema..ora ti sembra che sia la cosa giusta ti pentirai molto presto…”sono stata male…non èp stato facile…hi avuto voglia di mollare tutto tante volte per fare contento il resto del mondo…eppure…dopo 3 anni sono qui a parlare di ciò con il sorriso…LA PAZZIA CHE RIFAREI MILLIONI DI ALTRE VOLTE PERCHè SOLO COSì HO IMPARATO COS’è DAVVERO L’AMORE…è la persona che ho accanto ora…e devo ringraziare solo me stessa…e il mio coraggio che mi ha permesso di agire così…

  4. Valeria MgMagazine scrive:

    Caro Felice delle Donne,
    mi sembra di aver capito che per te, ogni scelta che facciamo è dettata solo ed esclusivamente dalla ragione. Ma l’istinto non è intrinseco negli animali quanto negli esseri umani? Spesso cerchiamo di soffocarlo, di reprimerlo, di rilegarlo in un piccolo posticino all’interno di noi stessi, ma questo non vuol dire che esso non esista. E’ parte di noi e per quantto ci si sforza di ignorarlo, lui c’è e non può non venire mai fuori, a mio avviso. Credo che la razionalità non possa sempre avere la meglio sugli istinti di ogni individuo. E’ impossibile controllarsi sempre. Non credi anche tu? :-)

  5. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Farfallina,
    la tua è una lettera bellissima. Hai seguito l’istinto, e anche se poi ti è andata male, affermi che se potessi tornare in dietro lo rifaresti comunque. Io sono d’accordo con te. I tuoi genitori, tua sorella, i tuoi amici, ti hanno consigliato per il meglio. Non volevano che soffrissi, pensavano al tuo futuro, al tuo bene. Tu hai pensato al “momento”, a ciò che ti faceva stare veramente bene. Ciò che loro forse non hanno capito, è che tu non l’hai fatto per lui ma per te stessa. E alla fine il loro “te lo avevo detto”, riguardava lui, non te. Io sono del parere che se si segue l’istinto, ci si mette in conto la probabilità di sbagliare. Se decidiamo comunque di andare avnti nella nostra scelta, è perchè siamo consapevoli che altrimenti sarebbe peggio. Meglio fare e sbagliare che non fare e sbagliare!!! I rimpianti e i rimorsi non ti portano da nessuna parte, come i “se” e i “ma”. Ogni esperienza è preziosa più dell’oro e più di mille consigli. Certe volte è più utile gettarsi e vivere la vita, e non stare a guardare che essa scivoli via, mentre tentiamo di rispondere razionalmente a delle domande che di razionale hanno poco o nulla. Grazie per averci portati a riflettere sulla tua esperienza. Un bacio

  6. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Valentina,
    io credo che la tua “pazzia” non sia stata dettata dall’istinto, ma che piuttosto sia stata una pazzia ragionata. Mi spiego meglio. Hai ascoltato il tuo cuore, unico giudice incontrastato della tua vita, ed esso ti ha portato a compiere la tua scelta. In realtà, io credo che quando il cuore smette di battere per una persona, non si hanno molte alternative e allora subentra il coraggio. Il coraggio di fare una scelta, di andare contro tutti, contro la stessa ragione che invece di dice che stiamo sbagliando. Ma come ben sappiamo “il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce”. La tua è stata una pazzia solo per gli altri, per te invece è stata solo una inevitabile scelta d’amore!

  7. Federica scrive:

    credo solo una cosa…che la vita bisogna prenderla di petto, certe volte potremmo essere viste come delle pazze se viviamo d’istinto e seguiamo il nostro cuore…ma la vita è una, battiamo il ferro finchè è caldo e andiamo avanti!

  8. Valentina scrive:

    Cara Valeria,
    sai cosa penso io? Sono convinta che i dubbi in realtà non esistono, sono come delle lenti colorate che tentano di farti vedere la realtà diversamente da come effettivamente tu la vedi nitidamente: A META’. Quando si ‘decide’ in verità si è solo ‘scelto’ di dire apertamente ciò che si è già deciso, assecondando semplicemente se stessi. Istinto o ragione? Per me sono un connubio inscindibile, non un binomio.
    Ti abbraccio con affetto. Vale.

  9. Felice Delle Donne scrive:

    Cara Vale,

    ovvio che l’istinto non si ignora…
    istinto e ragione sono due amici che si siedono sempre a tavolino per confrontarsi… uno è impulsivo l’altro riflessivo.
    Si parlano e uno cerca di convincere l’altro… e la via del compromesso è una strada che ben poche volte viene seguita.

    Con la maturità dovremmo riuscire a calcolare sempre meglio la percentuale di rischio che ne consegue usando l’istinto… ed è per questo che spesso con l’andare negli anni diventiamo più saggi.
    In più, l’istinto fa parte della giovinezza, non di chi è giovane ma di chi si sente giovane. Questo perchè quando prevale ci si sente vivi e liberi di decidere in piena autonomia quello come si vuol agire.
    Purtroppo agendo d’istinto la maggior parte delle volte si vive il momento e non in prospettiva.

    La ragione insegna all’istinto di prendere decisioni sempre più giuste, mentre l’istinto insegna alla ragione che bisogna farlo nel minor tempo possibile.

    Senza istinto saremmo tutti paranoici… invece esso porta ventate di aria fresca nella nostra vita.
    Ma troppo istinto porta all’incoscienza…
    L’esperienza, invece, dovrebbe essere la bilancia che pian piano nel tempo cerca di equilibrare i due pesi.

  10. Valentina scrive:

    Ah dimenticavo… credo proprio che quell’amica saggia di voglia un mondo di bene! Aribacio.

  11. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Federica,
    anche io penso la stessa cosa. Dobbiamo essere noi i protagonisti della nostra vita e non gli spettatori. Un bacio.

  12. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Valentina,
    fosse tutto così semplice… in realtà quando si è davanti ad un bivio, non sempre la strada da prendere è così chiara e si ha paura di sbagliare. Istinto o ragione? A chi affidarci? Ce lo dirà il cuore. Bacio

  13. Valeria MgMagazine scrive:

    Caro Felice delle Donne,
    probabilmente hai ragione anche tu quando affermi che: istinto e ragione sono due amici che si siedono sempre a tavolino per confrontarsi. Ma cosa succede quando l’istinto ci suggerisce di fare la cosa opporsta rispetto a quella della ragione? Arriva l’esperienza a far da bilancia a questa controversia? Ma l’esperienza non deriva forse dalla ragione? Se io decido di seguire l’istinto, sapendo di sbagliare, perchè non riesco a far a meno di farlo? Esiste dunque qualcos’altro che sottende a questo binomio instinto-ragione?

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