Rubrica “A Tu Per Tu” – Il male di vivere

Scritto il 21.06.2010 in Rubrica "A tu per tu" - TAG: depressione, rubrica femminile





La rubrica del lunedì a cura di Valeria Antonella Cazzato

Cari amici,

questa settimana vorrei trarre spunto da alcuni gravi fatti di cronaca accaduti in questi ultimi giorni, per toccare un argomento veramente, ma veramente delicato.

Leggevo sui giornali:

“(06 giugno 2010) Saonara

Suicida il giorno del compleanno studente di 25 anni… la delusione per un esame universitario non superato forse si è sommata ad altri momenti di difficoltà…”

“(18 giugno 2010) Milano

Modello si suicida buttandosi da una finestra, per una delusione d’amore..”

“(19 giugno 2010) Bari

Dopo bocciatura diciassettenne si suicida lanciandosi sotto ad un treno…

Ormai con sempre più frequenza sentiamo parlare di ragazzi e ragazze che decidono di togliersi la vita: in tv, sui giornali, alla radio, ma anche in un bar di provincia, nella piazzetta della nostra città, nel nostro stesso quartiere, il male di vivere è ovunque e il più delle volte non ce ne accorgiamo nemmeno. Sono persone come me e te, assolutamente normali, giovani e in salute che studiano o che lavorano, che hanno una famiglia e che conducono una vita normale. Nessun motivo apparente per desiderare di morire, nessun segno di squilibrio e nessuna traccia palesata di malessere.

Giovani adolescenti che attraverso un gesto disperato desiderano di dire “basta” alle sofferenze che la vita ha loro imposto, “basta” alle delusioni, “basta” a delle situazioni non facili da gestire.

La notizia di un suicidio ci lascia sempre un certo smarrimento. Tanti interrogativi ci balenano tutti insieme nella testa, fra tutti la domanda principe è: “perché? Cos’è che spinge una persona a compiere un gesto tanto disperato?”

Diverse sono le motivazioni che possono condurre un individuo a dire basta alla vita, come diversi sono i tipi di suicidio: suicidio per motivi esistenziali, suicidio come gesto dettato dalla disperazione, suicidio per motivi altruistici, suicidio come vendetta, suicidio come richiesta d’amore, suicidio visto come mezzo per ricongiungersi con la persona amata, ecc.

Secondo una recente indagine, ogni giorno, in Italia decidono di togliersi la vita almeno dieci persone. La maggior parte hanno meno di trent’anni. Il più delle volte il suicidio appare ai loro occhi, come l’inevitabile conclusione di un vissuto interiore infelice e dilaniante. In molti casi, diverse giustificazioni al suicidio, ci appaiono banali viste dall’esterno. In realtà ciò che conta non è tanto il motivo o l’avvenimento stesso in sé, ma il significato che tale evento riveste per colui che sta male.

Quanti di noi possono sinceramente dire di non aver mai giudicato un suicida, o di non averlo tacciato di codardia? Ma d’altra parte, chi di noi non ha mai pensato in un momento buio della propria vita, al suicidio come facile via di scampo alle proprie difficoltà?

Io penso che in realtà chi si suicida non voglia veramente morire, bensì porre fine ad un dolore insopportabile. Attua quindi una soluzione definitiva per dei problemi che, anche se gravi, sono solo temporanei. La maggior parte delle persone che hanno pensato di “farla finita” in un determinato momento della loro vita, sono adesso felici di vivere e soltanto ora sono consapevoli che la vita è un dono prezioso e, come tale, va rispettata e vissuto appieno.

Ma quando si è disperati, non si vedono le cose in un modo obiettivo e non si è coscienti che nella vita tutto può cambiare e, soprattutto, che la morte non è l’unica soluzione possibile.

Credo sia capitato un po’a tutti, di aver vissuto un particolare momento della propria vita, nel quale ci siamo sentiti estremamente depressi, nel quale ogni problema, ogni ostacolo seppur piccolo costituiva un macigno insopportabile, nel quale ogni lato della nostra vita ci sembrava brutto o persino inaccettabile.

Abbiamo pianto, ci siamo disperati, abbiamo creduto di non farcela, ma poi ci siamo fatti forza, ci siamo rialzati, abbiamo guardato in faccia i nostri problemi e abbiamo ricominciato tutto da zero, affrontandoli.

Perché noi ce l’abbiamo fatta? Perché ci sono persone che non ci riescono?



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Commenti (12)

 

  1. salentina scrive:

    si devo dire che questa settimana viene toccato un argomento importante;e come dici tu a tutti sarà capitato almeno una volta di provare questa sensazione…non una cosa bella e semplice!ma sembra l’unica soluzione ad ogni male;anche ad uno stupido….e quando torni ad essere lucido pensi a quanto sei stato stupido ed infantile! si perchè credo siano atteggiamenti infantili…a volte basta parlare…. o fare un grosso respiro…basta la parola di un amico…un conforto e tutto torna come prima!poi ovvio ci sono problemi e problemi… ma il suicidio nn è una soluzione…basta pensare al dolore che si provoca ad altre persone con questo gesto. è puro egoismo!

  2. Filomena scrive:

    Chi decide di suicidarsi è solo una persona fragile ed egoista, anche io ho pensato al suicidio, lo confesso. Subito dopo però ho pensato a mia madre, a mio padre, al dolore che avrei provocato loro… era una via troppo facile x me, distruttiva per loro. Non avrei mai potuto farlo.

  3. didina scrive:

    Cara Valeria,
    ti chiedi chi nn ha mai giudicato un suicida tacciandolo di codardia? Io!!
    Io nn l’ho mai fatto xchè quwl male di vivere di cui tu parli mi fa compagnia da quando ne ho ricordo… Da quando ho fatto il primo incontro/scontro cn la morte e cn la perdita di una persona cara a 6 anni.
    A 16 il mio primo, vero, immenso amore se ne andò lasciandomi da sola e senza migliore amico da cui correre x consolarmi visto ke era lui…. Allora ho pensato sempre più spesso di farmi del male realmente.. e x anno quando nn sapevo come venirne fuori mi facevo del male cn il cibo: passavo periodi in cui mangivo quasi nulla a periodi in cui mi abbuffavo. Per fortuna nn sono mai arrivvata al limite di infilarmi le dita in gola…
    Eppure sentivo di nn essere adeguata alla vita ke volevo, a quella ke sognavo… Alle aspettative ke tutti avevavo su di me, a come tutti si aspettavano che io fossi… Tutto questo mi opprimeva: era come se io vivessi sotto una maschera costante: ero come tutti si aspettavano ke fossi: ma nn ero colei ke volevo essere.
    Poi è arrivata la parola: qualcuno mi ha spinto a scrivere x liberarmi e per essere la mia vera me…
    Da allora quando sento ke il monda sta x crollarmi addosso; che io sto x cadere nel circolo vizioso del farmi del male prendo un foglio bianco e una penna a moi dipingo come sento di essere…poi guardo la foto del mio angelo biondo e respiro….
    il mio suicidio è costante e quotidiano e consiste nel convivere amando il mio male di vivere che alloggia nella mia anima…

  4. valentina scrive:

    allora….prima esperienza:qualche anno fa il migliore amico di mio zio si è suicidato…io ero cresciuta praticamente con lui e mio zio, infatti con mio zio ci togliamo solo 15 anni e spesso uscivo con loro…questa persona ha attraversato momenti di depressione profonda…emarginato da famiglia ed ex fidanzata a causa di uno spinello…gli hanno letteralmente rovinato la vita additandolo come un drogato irrecuperabile tossico e cattiva persona…era una delle persone più buone che abbia mai conosciuto…un buono che si è lasciato sopraffare dalla cattiveria della gente..seconda esperienza:un anno fa una sera mi trovavo al pronto soccorso per una banalità…mentre soffrivo nel vedere le perosne che stavano molto più male di me arriva un’ambulanza da cui scendono i medici con una barella che mi passa sotto gli occhi..paralizzata riesco a vedere solo dei lunghi capelli ricci e biondi…e un corteo di persone disperate che le urlavano di non mollare…era una ragazza di neanche 16 anni…ho pensato subito ad un incidente…ho capito poco dopo che aveva provato ad uccidersi impiccandosi..nel frattempo ho avuto modo di assistere alla sofferenza della sua famiglia…del fratellino che urlava e piangeva e voleva entrare da lei…del padre che sommessamente piangeva…della madre entrata in trnace…ho pianto quando dopo un po è uscito qualcuno dicendo che non ce l’aveva fatta…auqando la mamma sorretta da un infermiera non si reggeva in piedi e guardava nel vuoto…quando non sapevano come calmare il fratello…quando tutti si chiedevano perchè per una banale lite una ragazza a 15 anni si toglie la vita così…io non posso sapere le inquietitudine che avevano attraversato il cuore di quella ragazza ma ho visto quello che ha lasciato nella sua famiglia…era il dolore allo stato pure, concentrato, così forte che potevo quasi toccarlo…non posso neanche immaginare cosa sia passato nella mente di questa piccola donna che si stava appena affacciando alla vita ma di sicuro qualsiasi cosa sia stata non è stata percepita dal mondo esterno…l’uomo non è nato per stare da solo ha bisogno di PARLARE, che non sottovaluti quello che lui ha da dire…certo probabilmente è un gesto immaturo, egoista ecc ecc ma la fragilità umana o i meccanismi che si instaurano nella mente di queste persone sono così lontani da noi “anime forti” che non ci permettono di esprimere un giudizio di condanna o assoluzione di questo gesto…

  5. Nicoletta scrive:

    È un argomento molto profondo…forse a volte incomprensibile a molti…
    è talmente forte il dolore che si prova dentro da non riuscire più a sopportarlo…troppo grande da non avere più la forza di farsi corrodere da questo…
    È l inconsapevole instinto di chi è logoro…è la via di fuga..la fine Dell apnea…
    Il suicidio è l atto disperato e forse si anche egoista…di qualcuno che non ce la fa più a cercare una ragione alla quale aggrapparsi…colui che si suicida… Ha già deciso di smettere di vivere molto prima…già quando si sentiva solo…

  6. Felice Delle Donne scrive:

    Il suicidio a mio avviso è la forma più eloquente per rappresentare l’egoismo…
    Ma il mio è un parere privo di fondamento… si può solo immaginare cosa spinge gli altri a farlo e soprattutto quando a noi stessi è accaduto di pensare al nostro…
    Nessuno può realmente capirne il vero significato.. dato che purtroppo potrà mai raccontare la propria esperienza in merito…

    Un argomento fin troppo profondo per essere commentato col giusto peso…

    Credo che tutti, prima o dopo, abbiamo almeno pensato una volta al suicidio… e posso esprimere queste parole solo rievocando quel ricordo e le varie risposte che mi son dato convincendomi che non fosse giusto farlo…

    Quindi ho speso già troppe righe perchè sarebbe offensivo cadere nel patetico parlando di questo argomento… dato che si tratta dell’argomento “vita”.

    Bisogna cercare in tutti i modi di confortare gli altri nei momenti difficili anche perchè aiuta a noi a capire che “esistiamo” e “serviamo a qualcosa”… e quindi non ha senso togliersi la vita e invece ha sempre senso invogliare gli altri a non pensarci rievocando possibili ricordi e sensazioni positive.

  7. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Salentina,
    come hai scritto tu, a volte basta parlare! Io lo dico sempre che il dialogo è alla base di tutto. E’ sufficiente la parola di un amico, il suo conforto, il suo appoggio per farci capire che non siamo soli e che tutto si può risolvere. Decisamente il suicidio non è una soluzione. Un bacio.

  8. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Filomena,
    prima di scrivere questo articolo mi sono documentata sul suicidio. Come ho già detto, esistono vari tipi di suicidio, e purtroppo uno di questi è il suicidio per vendetta o come richiesta d’amore. Si pensa di farla finita perchè non si va d’accordo con i genitori, perchè non ci si sente capiti, compresi, amati. In realtà non è così, perchè l’amore di una madre o di un padre verso il proprio figlio è qualcosa di enorme e al tempo stesso indescrivibile. Chi decide di suicidarsi per questi motivi, vuole punire i propri cari o crede di ricevere in questo modo la considerazione e l’amore non avuto in vita. Grazie mille per il tuo commento.

  9. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Didina,
    in questo commento ci hai perfetamente descritto il tuo stato d’animo. Da quelle righe trapela tutta la tua sofferenza, la si riesce quasi a toccare per quanto è densa. Nonostante questo male di vivere che ti accompagna tutti i giorni, tu però stai scegliendo la vita. Hai trovato nello scrivere lo sfogo ai tuoi dolori, perchè scrivendo metti nero su bianco tutta la confusione che hai nella tua testa. Questo è il tuo modo di sfogarti, di dialogare, di confrontarti con te stessa. Il dialogo aiuta, il suicidio mette fine alla vita, non alle soffrenze. I momenti brutti passano prima o poi, e come si suol dire: non può piovere per sempre. Ti stringo forte!

  10. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Valentina,
    ci hai raccontato delle storie molto toccanti. Mi sono commossa nel leggere la storia della ragazza e dei suoi cari.
    Vedo che anche tu sei d’accordo con me per quanto concerne il dialogo. Hai ragione quando dici che molto spesso la fragilità umana o i meccanismi che si instaurano nella mente di queste persone sono così lontani da noi “anime forti” che non ci permettono di esprimere un giudizio di condanna o assoluzione di questo gesto. Probabilmente anche se ognuno di noi ha pensato almeno una volta in vita sua al suicidio, poi non l’ha fatto. Questo vuol dire con essere in grado di comprendere invece chi lo fa? A questa domanda non mi è dato di rispondere, anche se continuo a pensare che il suicidio non sia LA SOLUZIONE. Ti abbraccio.

  11. Valeria MgMagazine scrive:

    Cara Nicoletta,
    il dolore è un qualcosa che chi prima, chi dopo conosce nella propria vita. Il dolore più grande che posso immaginare è quello di un genitore che perde il proprio figlio. Quante volte è capitato? Quante volte capita? Se ogni giorno una madre o un padre riescono ad affrontare questo immenso dolore che la vita ha loro riservato, io credo che chiunque possa affrontare qualsiasi altro dolore, nel rispetto di chi soffre e di chi ha lottato per la vita e non ce l’ha fatta. Con il dolore si impara a vivere, poche cose sono così grandi da non poter essere superate. Ti mando un bacio.

  12. Valeria MgMagazine scrive:

    Caro Felice Delle Donne,
    i tuoi commenti sono sempre così propositivi e ogni volta che li leggo, non ti nascondo che poi resto piena di entusiasmo e di voglia di fare. Tu scrivi che il nostro compito è quello di cercare in tutti i modi di confortare gli altri nei momenti difficili anche perchè ciò aiuta anche noi stessi a capire che “esistiamo” e “serviamo a qualcosa”. Concordo in pieno con te e con le tue idee. Grazie mille per il commento, spero che possa essere stato d’aiuto anche agli altri, così come lo è stato per me.
    Un bacio.

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