Vieni via con me, record con 9 mln spettatori

Scritto il 16.11.2010 in TV





Ieri sera mentre guardavo “Vieni via con me”, non potevo fare a meno di pensare: cosa sta succedendo alla televisione? Forse la rivoluzione culturale è iniziata? Qualcuno è riuscito a entrare nel Matrix e a uccidere Mr. Smith?

Negli ultimi decenni, a parte qualche lampo televisivo, la gente si era rassegnata a guardare quello che passava il convento: i soliti film, le serie infinite, i programmi lacrimosi del sabato sera. Era dai tempi di “Drive in” che non mi capitava di aspettare con ansia l’inizio di una trasmissione.

Bene, ho appena finito di vedere la seconda puntata di Vieni via con me e già aspetto la prossima. Erano anni che, guardando la tv, non mi fermavo a riflettere su quello che mi passava davanti agli occhi e che sentivo con le mie orecchie.

Grazie professor Saviano che hai il coraggio di “insegnare” a milioni di persone quello che hanno paura di sentirsi dire. Sì, paura.

Ero a disagio ascoltando le sue parole perché sentivo il male vicino, perché mi rendevo conto di sapere già quello che diceva, ma non lo pensavo possibile. E invece è tutto tremendamente reale.

Credo che alla fine dell’ultima puntata avrò il mio bel dottorato in criminalità organizzata.

Grazie a Fazio e agli autori del programma che con discrezione, hanno remato controcorrente per condurre la nave nel porto di Rai3.

Grazie a Ligabue, agli Avion Travel e a Cristiano De Andrè che hanno riportato la musica vera in televisione. Quanto mi manchi Faber!

Grazie a Paolo Rossi anche se non ho amato molto il suo intervento. Conosco l’artista, è un grande, e chi se ne frega se mentre masticava le parole non ho capito bene quello che diceva.

Grazie a Beppino Englaro e Mina Welby che hanno condiviso con me le loro storie, senza retorica e con una serenità che ha trasformato i miei problemi personali e le mie preoccupazioni quotidiane in un sorriso.

Non ringrazio Fini e Bersani perché vorrei sottolineare che amare la propria patria, cercare dignità nel lavoro, aiutare le persone in difficoltà e vivere in modo civile nel rispetto dell’ambiente e dell’essere umano, non è né di destra né di sinistra né tanto meno di centro, ma è unicamente vivere. Sono valori universali!

Cari signori se almeno questo potete evitare di etichettarlo da una parte o dall’altra ve ne sarei grato.

Grazie al cameo finale di Toni Servillo che ha messo la ciliegina sulla torta.

Non so se il successo di questo programma aprirà le porte per una nuova era televisiva, forse è troppo. Ma di una cosa sono sicuro: da adesso in poi i direttori di rete non avranno scuse, non potranno pensare che i telespettatori siano tutti scemi. Non ci basta più accendere la tv e subire quello che c’è.  Da adesso in poi la tv deve cambiare. Almeno spero.

Il Grande Fratello? Mi spiace, non pervenuto.

Di Paolo Fittipaldi



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Commenti (3)

 

  1. gianfranco scrive:

    Caro Paolo Fittipaldi, l’unica differenza tra Saviano ed il Grande Fratello é che vanno su 2 reti diverse e, di gran lunga, fa discorsi meglio articolati la Marcuzzi che Saviano. E’ facile scrivere libri, corrertti dall’editore perchè scritti in pessimo italiano, incassare miliardi perchè alle mafie fa comodo far sapere che sono così ben strutturate, avere la scorta gratuita (ma perchè se sai delle cose non vai dai Carabinieri e denunci senza scrivere un libro) e prendere 10 mila euro ogni volta che sei ospite in un programma. Questa è la rivoluzione culturale? Oppure è quella di Fazio che non fa nemmeno un passo se non è ben pagato? Sei un povero illuso e spero solo che, visto quello che scrivi, tu sia un giovane ottimista con pochissima esperienza. Se fosse il contrario ti consiglio un periodo di riposo e di riflessione. Ciao

  2. Francesca scrive:

    Caro Paolo, condivido in pieno tutto quello che hai scritto..e aggiungo che rasenta quasi il ridicolo paragonare i discorsi che può fare la Marcuzzi a quelli che puo’ fare Saviano..non perchè una delle due persone possa valere meno dell’altra, ma perchè si muovono in ambiti opposti: frivolezza e volgarità contro realtà e serietà. Non penso che Saviano sia l’unico a ricevere un compenso, ci sono talmente tante persone indegne in tv a mangiar pane a tradimento che preferisco indubbiamente dar soldi a Saviano e Fazio che parlano di cose intelligenti che riguardano una nazione intera, piuttosto di qualche soubrettina scelta ultrapagata per mostrare i seni. Se la gente riflettesse di più prima di parlare staremmo tutti meglio..in questo paese

  3. Pablo scrive:

    Certo Gianfranco ha ragione, sono due reti diverse, due target differenti ma è anche vero che a parte, le partite della nazionale, i relity e il festival programmi che parlano a così tanti spettatori non ce ne sono. forse è da premiare il coraggio, a me è piaciuto. poi è vero anche che alcuni scrittori vivono di rendita grazie ad abili editori. non so se saviano sia uno di questi magari lui è bravo veramente. penso ci voglia coraggio per cambiare, credo sia questo il senso dell’articolo, e questo potrebbe essere un inizio. almeno io lo capisco così. sicuramente di giovani ottimisti ne servono tanti.

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