Test di autovalutazione: acide o romantiche? Eroine moderne a confronto!

Scritto il 14.01.2011 in Storie di donne - TAG: rubrica donne, rubrica femminile, storie, storie di donne





La rubrica questa settimana, infatti, vuole parlare di storie di donne, ma non analizzando il loro rapporto con gli uomini, piuttosto in una prospettiva di Eva contro Eva. Ci sono due tipi di donne: quelle “innamorate dell’amoree quelle terribilmente innamorate del loro sarcasmo. In altri termini in genere si suole distinguere le esponenti del mondo femminile in due diverse categorie: le tenerone e le acidone.

A questo punto forse è bene dirvi che la sottoscritta fa irrimediabilmente parte della seconda di queste categorie, del resto si dovrebbe essere capito dai precedenti articoli della rubrica che il sarcasmo è il mio più fedele compagno di vita, per cui mi perdonerete, spero, se parteggerò un po’ per le acidone.

In sostanza la differenza fondamentale fra i due tipi di donne (ma sì, generalizziamo che non fa mai male!) sta nel loro modo di vedere tutto ciò che è legato ai sentimenti. Se vogliamo essere le classiche psicologhe da due soldi, degne delle trasmissioni pomeridiane più trash, la differenza fra le prime e le seconde è che le seconde usano il sarcasmo e l’ironia per difendersi da eventuali delusioni, se vogliamo essere un po’ più realiste, invece, credo di poter dire per esperienza personale, la verità è che le seconde molto spesso hanno una maggiore capacità di restare con i piedi per terra, o forse hanno visto troppi film di Woody Allen, vallo a sapere…

Facciamo un esempio su tutti, il test infallibile per capire a quale categoria appartenete? Ma sì, dai (alla Marzullo mi faccio una domanda e mi do una risposta)

I libri di Federico Moccia, anzi, voglio essere più specifica: I LUCCHETTI.

Bene, pronte? Test di autovalutazione: qual è la vostra reazione di fronte all’idea di andare a Ponte Milvio, o su un qualunque altro ponte, ad attaccare un lucchetto per dichiarare il vostro amore alla dolce metà?

A) Eccitazione, palpitazione, emozione… e tante altre cose che finiscono in –zione. Non vedete l’ora di poter portare il vostro ragazzo, che siete assolutamente sicure essere il vostro vero amore, anche se era quello che pensatavate anche di Mario prima lui e di Francesco, prima di Mario. Lo ritenete un gesto carino e pieno di significato, e semmai doveste incontrar Moccia per strada sicuramente gli stringereste la mano per ringraziarlo di avervi dato un’idea così romantica.

B) Orticaria, prurito, risata di scherno e incredulità. Siete sicure che non sarà una roba sdolcinata da due soldi a rappresentare il gesto più corretto per dimostrare i vostri sentimenti. Pensate che la storia dei lucchetti abbia giovato solo a generazioni di dodicenni e ai Pakistani che vendono i lucchetti a 5 euro di fronte a Ponte Milvio. Semmai doveste incontrare Moccia siete sicure che cambiereste strada onde evitare di finire in galera per avergli spaccato il setto nasale con una capocciata.

Bene, fine del test di autovalutazione. Inutile dire quale risposta vada condotta alla prima o alla seconda categoria. Voi in quale rientrate?

“Storie di donne” è la rubrica del giovedì firmata da Federica Dell’Isola