Insicurezza. Un freno all’Amore?
“La bellezza esteriore? Un buon biglietto da visita, ma conta quello che si ha dentro!” Quante volte capita di sentire questa frase, quasi fosse diventata un assioma da ripetere ogni qual volta l’occasione ne dia lo spunto necessario, come a voler dimostrare di essere una persona migliore rispetto alle altre, con valori e principi al di sopra della media. Leggo un velo di ipocrisia fra queste parole e una sorta di moralismo creato ad arte per ingannare gli altri della nostra superiorità verso i criteri che ci detta la nostra società usa e getta. Uomini e donne, nessuno escluso, combattono una guerra che si fonda su argomentazioni sicuramente valide ma che in realtà diventano al momento opportuno solo una scusa, facendo venire a galla le debolezze di ognuno e la convinzione che disputare una battaglia senza avere la convinzione necessaria, non reca nessun vincitore ma solo feriti e delusi.
Continuamente veniamo inondati da pubblicità e video che rappresentano l’immagine, a volte francamente vicino all’utopia, di donne meravigliose, perfette nei loro corpi snelli, con seni prosperosi e gambe chilometriche che non fanno altro che diminuire l’autostima di quelle persone magari più fragili che, non sentendosi all’altezza, preferiscono rimanere chiuse nei loro gusci in attesa di un cambiamento nella civiltà, guardando con rimpianto le epoche antecedenti la nostra quando la donna burrosa era considerata quasi sacra. E più che noi sentiamo le nostre quotazioni scendere, più che la nostra vita prende direzioni sbagliate facendoci dimenticare anche ciò che di positivo possediamo.
Certo, gli uomini non ci aiutano, ma siamo proprio sicure che il problema riguardi solo la loro mente intasata da figure longilinee? Se riflettiamo sul nostro atteggiamento, ci renderemo conto che è la nostra insicurezza a farci da scudo verso gli altri; l’immotivato imbarazzo dettato dal non sentirsi all’altezza mentre ci avviciniamo all’uomo, dimezza in partenza la possibilità di creare un dialogo e una relazione perché inibisce completamente anche la parte bella e frizzante che ognuno di noi porta con sé. La consapevolezza di non avere quei requisiti imposti dal manichino di turno, può distruggere e annientare una donna che, non sentendosi in grado di competere con ciò che le viene mostrato, rinuncia alla possibilità di gridare al mondo che lei c’è ed esiste, è unica e non replicabile, mentre nel frattempo l’uomo che la sta aspettando, non trovandola, comincia a credere che la sua donna ideale, che potrebbe essere lei, forse non esiste.
Certo, gli ottusi e gli ignoranti fanno parte del nostro quotidiano, le lingue penzoloni davanti al calendario di una di cui non ricorderemo nemmeno il nome esisteranno sempre ma in mezzo a loro ci sono anche tanti uomini che proprio come noi si sentono insicuri e che al loro fianco vogliono una donna, con le curve e i brufoli, una donna da amare e con cui condividere una vita vera. Queste ultime affermazioni potranno sembrare anch’esse ipocrite e di circostanza, e quanto vi capisco! Eppure, se così fosse, l’umanità entro poche generazioni cesserebbe di esistere. Forse l’uomo sceglie noi “normali” perché siamo facili da gestire? No, e potremmo dire anche il contrario allora perché quando alla televisione passa lo spot di un uomo in barca con lo slip bianco, anche a noi si accendono le fantasie, ma non per questo accanto a noi vogliamo qualcuno al di sotto della media per sentirci al riparo da tradimenti.
C’è qualcosa di più profondo, che è vero, all’inizio passa dall’aspetto esteriore, ma chi l’ha detto che quel prototipo di fisico sia quello che tutti cercano!Per amare gli altri dobbiamo prima amare noi stesse, svelare la parte bella di noi e farci conoscere, senza nascondere la testa sotto la sabbia per paura di sembrare ridicole. Vogliamoci bene, siamo splendide e insostituibili, e qualcuno là fuori sta aspettando proprio te.
Di Agnese Gaglio








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