La tisana inganna…
Si è sempre pensato che bere tisane (soprattutto se dal sapore discutibile) fosse utile per la salute e per la bellezza. Mai dare per scontato certe convinzioni o luoghi comuni, soprattutto oggi che la ricerca fa continui passi in avanti e mette tutto in discussione!
Sotto accusa da un anno ormai i semi di finocchio e tutti i suoi derivati.
La tisana in particolare è stata sempre decantata come rimedio naturale per il meteorismo, per il gonfiore e addirittura per le coliche dei neonati, consigliata inoltre durante l’ allattamento per favorire la produzione di latte.
L’Inran (ente pubblico italiano per la ricerca in materia di alimenti e nutrizione) a fine 2010 lancia la “bomba” in un comunicato stampa: <Si raccomanda di non somministrare tisane al finocchio a neonati, bimbi sotto i quattro anni e donne in gravidanza, poiché contenenti estragolo, sostanza cancerogena presente nei semi di finocchio>.
L’indicazione derivava da uno studio vigilato dal Mipaaf (Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), condotto specificamente sulla sostanza naturale incriminata, l’ estragolo. Da ricordare che già nel 2001 l’estragolo era stato riconosciuto come sostanza cancerogena e genotossica a livello europeo, tanto da bandirne l’aggiunta come aromatizzante agli alimenti trasformati.
Evitiamo allarmismi:
- Il rischio non può essere quantificato con precisione dato che la tossicità di una sostanza si può valutare solo studiandone gli effetti sugli animali da laboratorio (topi).
- Mentre in laboratorio si valuta la sostanza isolata, nella pianta la stessa sostanza si trova all’interno di un ‘fitocomplesso’, capace, in genere, di modulare gli effetti, benefici o no, di un determinato principio. Il fitocomplesso comprende infatti tutti i componenti della pianta, tra cui antiossidanti e anticancerogeni.
- L’estragolo ha, sì, effetti potenzialmente cancerogeni (in grado di modificare la struttura genetica delle cellule), ma questa proprietà caratterizza anche altre sostanze (conservanti, coloranti e aromatizzanti) molto diffuse, purtroppo, negli alimenti.
In conclusione il mio consiglio è quello di usare il buonsenso ed evitare per quanto possibile il consumo di liquidi diversi dalla semplice acqua per i neonati, per i piccoli e per le donne in gravidanza e in allattamento.
Dott.ssa Francesca Pagliarini – Nutrizionista








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