Rapiti dagli Ottomani

Scritto il 22.12.2011 in Tendenze - TAG: viaggi





Tutto quello che avete sentito dire, tutto quello che vi è stato raccontato su Istanbul, sulla città ponte fra Europa ed Asia, sulla sua magia, su sui profumi ed i suoi colori non è affatto scontato o non è ovvio, l’impressione di sentire sempre come una ripetitiva cantilena la narrazione delle mille bellezze della città, della cultura, dell’essere stata la culla di due tra le più diffuse religioni al mondo, quella cristiana e quella musulmana, che hanno lasciato segni evidenti ed indelebili negli edifici e nell’intera struttura urbanistica, è solo frutto di un “rapimento” che colpisce i visitatori. Il rapimento che si prova nell’alloggiare nello storico quartiere di Sulthanamet, nella parte europea della città, dove conviene soggiornare in quanto vicino agli imperdibili edifici della città, da Aya Sofia, nata come chiesa cristiana per volontà di Giustiniano intorno al VII secolo d.C., poi adibita a moschea ed oggi museo; di fronte è circa mille anni più tardi è stata costruita la Moschea Blu, nome dovuto ai marmi policromi che ne decorano l’interno ma che al crepuscolo sembra essere il colore predominante di tutta la costruzione e dell’area antistante; il TopKapi, Palazzo del Governo nel corso dell’Impero Ottomano, costruito intorno al 1465, adagiato sulla collina che si affaccia sul Corno d’Oro ed il Mar di Marmara. Per abbracciare con lo sguardo la città, salite sulla Torre di Galata, e godetevi uno dei panorami unici al mondo, comprenderete cos’è Istanbul se scendendo dalla Torre vi imbarcherete e percorrerete il Bosforo, un braccio di mare lungo poco più di 30 km che segna il confine naturale fra il continente europeo e quello asiatico, l’ideale sarebbe partire dal Mar di Marmara ed arrivare all’imbocco del Mar Nero. Ma non è solo una città museo o chiusa nel passato di vecchie glorie, molti dei 17 milioni di abitanti vanno a fare shopping lungo la commercialissima Istklal Caddesi, a bordo del tram a rotaie che passa al centro della via, partendo da piazza Taksim.

La città è raggiungibile in circa due ore e mezza dall’Italia, servita con voli settimanali anche da compagnie low cost, tra queste la Peagasus Airlines, che fa scalo all’aeroporto di Sabina Gökcen. Il livello degli alberghi è generalmente buono, da ricordare che i turchi sono dei fini commercianti, per cui la contrattazione per qualsiasi tipo di acquisto è quasi d’obbligo.

 

Gabriella Cirillo

 



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Commenti (1)

 

  1. Giorgia Martinucci - Student Flair Blog scrive:

    Io vado adesso per Capodanno e non vedo l’ora! E’ stata una città che ho sognato da sempre di visitare!

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