La crisi si combatte con l’arte

Scritto il 18.01.2012 in Tendenze - TAG: arte





Il 2011 verrà ricordato da tutti come l’anno della crisi: tra spread, Bund, BTP e rating, l’anno appena trascorso ha lasciato tutti sicuramente più esperti di economia e finanza, ma anche molto più in difficoltà, persino nelle piccole questioni di tutti i giorni. Nonostante negli ultimi anni la crisi ci sia stata proposta e smentita, presentata, analizzata e chi più ne ha, più ne metta, solo in questo 2011 che ci siamo appena lasciati alle spalle ognuno di noi ha dovuto fronteggiare nella vita quotidiana gli effetti reali di questo cataclisma finanziario annunciato.

Se c’è però un settore che sembra non risentire di questa situazione, questo è senz’altro quello dell’arte. Nonostante i tagli ed il clima da austerity che si respira nel nostro paese da un po’ di tempo a questa parte, il rapporto di fine anno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali denota un aumento del 9.5% nel numero di visitatori annui per i musei italiani. Un dato nettamente migliore di quelli riportati negli anni precedenti, pure in crescita, che mostra come il patrimonio culturale del nostro paese sia una risorsa primaria per la tanto agognata ripresa.

Il bilancio 2011, così, risulta essere il migliore degli ultimi anni, con un numero di visitatori totali pari quasi al 30% in più rispetto al 2009. Una crescita costante e sostanziosa, che fa ben sperare per il nostro paese e per la sua situazione economica. A patto che si sappia sfruttare il trend positivo.

A fare la parte dei leoni due realtà fondamentali del panorama museale italiano: da una parte la Galleria degli Uffizi di Firenze, che ha registrato 1.766.000 visitatori totali, dall’altra i Musei Vaticani di Roma, dove nell’anno appena trascorso si sono superati i 5 milioni di visitatori.

«Un dato oggettivamente interessante. – ha commentato il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci In Europa i Vaticani giocano il confronto con il Louvre di Parigi, il British Museum di Londra, l’Hermitage di San Pietroburgo, il Prado di Madrid». Intanto, anche l’osservatore internazionale Cultor College premia i Musei Vaticani, ponendoli al terzo posto nella classifica mondiale dei musei, appena dopo il Louvre di Parigi ed il Metropolitan di New York. Un posto meritato e guadagnato in base a severe stime non solo sulla qualità della collezione, ma anche su l’accoglienza e la professionalità dei servizi.

Ma la crescita non si ferma a queste due vere e proprie istituzione del panorama italiano: bilancio positivo anche per i musei della città di Torino, per la Reggia di Caserta, Castel Sant’Angelo e per la Pinacoteca di Brera a Milano.

Dati positivi, dunque, per tutte le istituzioni museali della penisola, che tra mille difficoltà riescono comunque a mantenere alta l’offerta di cultura e la qualità dei servizi. Ma soprattutto dati che dovrebbero far riflettere chi queste istituzioni dovrebbe finanziarle: i cittadini italiani ed i moltissimi turisti che tutti gli anni visitano le nostre bellissime città d’arte si sono resi conto da tempo di quanto l’Italia abbia da offrire in termini di patrimonio culturale ed artistico. Quando lo capiranno anche Deputati e Senatori?

 

Carlotta Mazzoli