L’alternativa eco della moda

Scritto il 30.01.2012 in News





Qualcosa di muove, anche se ancora troppo poco. Essere eco diventa cool. Ma come si fa?

Il mondo della moda ci sta provando, a passi lenti per le case storiche e tuffandosi di testa per i giovani artisti. L’innovazione prevede per la prima volta,  una marcia indietro. La terra e la sua fauna sono stati sfruttati abbastanza per i nostri bisogni. E oggi che ci rendiamo conto che alcuni bisogni sono in realtà capricci, il passo verso una moda ecosostenibile dovrebbe essere non solo breve ma anche dovuto.

Siamo sempre più sensibili, per fortuna, all’utilizzo della Pelliccia Sintetica. Ma abbiamo mai pensato alle alternative per quanto riguarda i pellami e altri tessuti come Lana e Seta? Sapevate che questi materiali “naturali” in realtà vengono trattati con un sacco di agenti chimici che non ci fanno affatto bene? Oltre ovviamente alle barbarie alle quali sono sottoposti gli animali di turno.

Pensare che se una borsa non è durevole se non è in pelle e un maglione non è caldo se non è fatto di lana è sbagliatissimo. L’ecosostenibilità infatti prevedere che i prodotti siano resistenti nel tempo, di buona qualità, possibilmente locale (evviva il made inItaly), con materiali riciclabili e naturali.

Una delle prime aziende a provarci è stata Okinawa che dopo vari esperimenti, ha realizzato un tessuto particolare, chiamato JACROKI, che si presta a vari utilizzi, per esempio nella pelletteria o nell’arredamento. E se state pensando che si tratti di un’azienda estera, vi sbagliate di grosso! Okinawa è italianissima, si trova a Montagnana, una piccola cittadina in provincia di Padova, e da poco è entrato a far parte dell’azienda anche Riccardo Candotti, inventore e produttore di bottoni da appena 35 anni. Tantissime case di moda acquistano questo tessuto per lavorarlo e applicarlo alle loro creazioni, ma di cosa si tratta precisamente?

Il Jacroki è realizzato con fibre naturali e cartacee, con processi assolutamente eco-friendly, ed è adatto a cuciture, ricami, stampe, colorazioni ma è stirabile e lavabile come un normale tessuto, prendendo ovviamente le giuste precauzioni.

A parte il jacroki, esistono tantissimi altri materiali che si possono usare in alternativa a quelli più conosciuti. Per esempio al posto di pelle, camoscio, cuoio e nappa, è possibile usare materiali sintetici, l’alcantara, la lorica o la vegetan. Al posto di lana, seta e piume d’oca si possono utilizzare: viscosa, fibrefill, rayon, raso di cotone, ciniglia, caldocotone o cotone felpato.

Non solo daremo una mano all’ambiente, ma faremo innanzitutto del bene a noi stessi grazie all’assenza di alcuni materiali tossici presenti durante la lavorazione, ad esempio il cromo utilizzato per le pelli. Come fare uno shopping più eco è semplice: vi basterà acquistare leggendo non solo la targhetta del prezzo ma anche l’etichetta presente nel capo, dove vengono indicati tutti i materiali utilizzati.

 

Giuliana Piazzese