Ombretto cotto: svelato il mistero!

Scritto il 18.01.2012 in News - TAG: Make-Up, tendenze make-up





Da qualche anno impazza la moda per l’ombretto cotto. Ma cos’è esattamente?

Un ombretto si definisce cotto quando subisce un vero e proprio processo di cottura a 60 gradi per almeno 12 ore. A differenza dei normali ombretti, quelli cotti non vengono pressati. Contengono all’interno una percentuale altissima di pigmentazione e perlatura. Il processo di cottura crea sull’ombretto una vera e propria buccia o crosta molto dura. Ecco spiegato il perché a volte, appena comprato, il nuovo ombretto può sembrare poco scrivente.

E’ consigliabile prelevarne una minima quantità di colore con il dito in modo che la crosta si consumi e lasci spazio al vero ombretto sottostante. Ovviamente maggiore sarà il suo utilizzo, maggiore sarà la scrivenza nel tempo. La loro composizione permette un’applicazione sia asciutta che bagnata. Nel primo caso il colore sarà molto più tenue rispetto al secondo, dove invece il colore si carica raggiungendo picchi di luminosità scintillante.

Spesso con l’acquisto dell’ombretto cotto nella confezione è presente un applicatore dotato di spugnetta, uno dei mezzi più utili per un’applicazione perfetta. Si preleva il colore, si bagna l’applicatore con un fissante per il trucco o con un’acqua termale e lo si tampona sulla palpebra. Si aspetta qualche secondo e si sfuma con un apposito pennello solo alle estremità. Fai attenzione a non bagnare mai direttamente la cialda dell’ombretto, altrimenti potrebbe riformarsi la crosta presente nella post cottura o addirittura danneggiare irreparabilmente la scrivenza dell’ombretto.

 

Eleonora Di Battista Rodi