Veronica incontra Miss Understood

Scritto il 30.01.2012 in Love & Sex - TAG: intervista, milano, spettacolo





Gennaio, Milano. I giorni della merla. In città fa un freddo quasi insopportabile. Chi ha voglia di uscire alla sera? Beh… vi devo dire la verità. Sono poche le cose che mi possono convincere mettere il naso fuori casa in una serata simile. Una tra queste, è lo spumeggiante spettacolo di Miss Understood, una Drag Queen milanese che ho conosciuto mesi fa a Milano. I costumi sono scintillanti, le canzoni irresistibili, il trucco perfetto, l’energia incontrollabile! Dopo la performance lascio che riprenda fiato, ma ho deciso… Voglio farle un po’ di domande.

Ciao Miss! E’ un nome interessante Miss Understood, perché lo hai scelto?

Il nome per una Drag è fondamentale… ma la cosa favolosa è che lo puoi scegliere tu. Quando ci pensavo, il mio nome è arrivato quasi all’improvviso. Lo trovo geniale… e non perché lo ho inventato, sia chiaro!

Come e quando ti è venuta l’idea di diventare una donna di spettacolo?

Miss Understood per anni è stata silente, ha lavorato dietro le quinte. Da sempre mi diverto a cantare in playback: ad esempio in auto ascoltando le mie cantanti preferite. Poi, quando si è sentita pronta è venuta allo scoperto. Tutto ha iniziato a concretizzarsi durante un laboratorio di teatro, e precisamente grazie ad un esercizio la cui consegna era “Per la prossima volta fai qualcosa per non farti dimenticare”. In quel momento dentro di me è scattata una molla. Un’idea folle: salire sui tacchi, indossare le autoreggenti e interpretare “Un ano de amor” nella versione di Miguel Bosè nel film “Tacchi a Spillo” di Pedro Almodovar!

Che significato ha per te essere una Drag Queen?

Per me essere una drag queen significa dare sfogo ad una parte di me che esiste, che vuole esprimersi e ne ha tutto il diritto. Vuol dire essere altro, rimanendo però me stesso. Vuole dire recitare. Per me ogni pezzo è un pezzo di teatro. Cerco di dare un ‘colore’ ad ogni canzone, ad ogni abito. Essere Drag vuol dire essere seduttiva, irriverente, spiritosa e provocatoria. Vuol dire essere femminile all’ennesima potenza. Inoltre vuole dire divertirmi ad andare per negozi e comprare vestiti eccessivi. Comprare scarpe con tacco altissimo, indossare i collant, essere oggetto di invidia e di ammirazione per le altre donne.

E’ il compito di una Drag fare ridere o è il taglio artistico di Miss Understood? Io e il pubblico ti abbiamo trovata travolgente!

Durante lo spettacolo mi piace divertirmi e divertire. Desidero che il mio pubblico diventi leggero, che si diverta, che sorrida, che si sollevi dai problemi del quotidiano, che li dimentichi… o che quantomeno li copra con un po’ di paillettes!

I magnifici vestiti che indossi come te li procuri?

I vestiti che indosso hanno provenienze diverse… alcuni li ho comprati nei negozi della Chinatown milanese, altri sono dei regali fatti da amiche drag e dalla mia maestra Lady O.  Alcuni – come quello che ho indossato stasera, mi riferisco all’abito bianco tutto ricamato – l’ho comprato durante una vacanza a New York.

Ultimamente sto imparando a fare delle modifiche per rendere più “drag” degli abiti anonimi e un po’ troppo seriosi che trovo qua e là.

Vedendoti da vicino, mi accorgo che il trucco è molto elaborato. Ti porta via molto tempo la preparazione?

Il trucco effettivamente è molto elaborato… e sì mi porta via parecchio tempo. In media impiego un’ora e mezza per truccarmi per ogni spettacolo.
Ma… ho dei segreti, che non posso svelare.

Il tuo pubblico mi sembra composto principalmente da donne, hai una spiegazione per questo fenomeno? E perché una Drag è così erotizzante per il pubblico femminile?

Sono molto contenta che il mio pubblico non sia solo di gay ma soprattutto di donne e di eterosessuali. Non credo di avere una risposta definitiva sul perché sia così. Immagino che le donne vedano in me una donna all’ennesima potenza, una creatura estremamente femminile,che conserva però degli elementi maschili che non si possono ignorare. Pizzetto a parte penso alle mani, alle spalle. Vedere riuniti in un unico corpo elementi maschili e femminili… una sorta di chimera. Credo sia questo ad affascinare.

 

Veronica Clerici