Tra moglie e marito…c’è di mezzo Facebook
Nelle cause di separazione stati e messaggi scritti su Facebook sono sempre più citati come fonti di prove. Dimenticate le camicie macchiate di rossetto o gli sms compromettenti lasciati in memoria, l’ultima frontiera per venire a conoscenza di un adulterio sono i nuovi social-network: due terzi degli avvocati americani ha dichiarato che Facebook è la “fonte primaria” delle prove in un procedimento di divorzio, seguita da MySpace con il 14% e da Twitter con il 5%.
Si può captare infatti puzza di “tradimento virtuale” nell’improvviso bisogno di privacy che la vostra metà pretende da un giorno all’altro; vi tiene alla larga dal suo cellulare, dota di password il suol pc e si chiude in camera per mandare quella che è a suo dire una mail di lavoro. Magari, passa fin troppe ore al computer, e non si allontana mai dal suo telefono. Se prima potevate dormire sogni tranquilli beh, ora tenete gli occhi ben aperti. Potreste dare una furtiva sbirciatina al pc perchè il vostro lui potrebbe aver lasciato la password di Facebook memorizzata, così da poter dare un occhiata ai messaggi privati.
Pur essendo una palese violazione della privacy, sembra essere un metodo di indagine molto seguito dai partner gelosi. Infatti un giudice della New London Supreme Court del Connecticut ha ordinato a una coppia in via di separazione lo scambi delle password di accesso ai propri account Facebook. La decisione è stata presa perchè i rispettivi legali avevano la necessità di poter prendere come prove i messaggi personali dei rispettivi partner. Voi che ne dite? Forse per amore si potrebbe far a meno di un social network?
Federica De Sio








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