Pizzo: le origini di questo tessuto e le regole per indossarlo

regole per indossarlo

Prezioso, romantico, elegante: il pizzo ha vestito generazioni di donne e ancora oggi è molto amato. Abbinato per affinità o per contrasto, il pizzo sta vivendo una rinascita, come protagonista di creazioni raffinate o come inserto per arricchire capi e accessori.

Interessante a questo proposito, è di scoprirne la storia e di approfondirne i tratti distintivi e gli abbinamenti possibili.

Le origini degli abiti in pizzo

Tessuti aperti e reti sottili simili al pizzo sono sempre esistiti, per questo è impossibile datarne con precisione la nascita, tuttavia possiamo ricondurre agli inizi del Cinquecento la diffusione del pizzo come lo conosciamo ora. Nel 1600 questo tessuto era apprezzato e lavorato un po’ ovunque in Europa: Fiandre, Spagna, Francia e Inghilterra; in Italia la città del pizzo è Venezia.

Tra il XVII e il XVIII secolo, la rivoluzione industriale influenza la lavorazione dei tessuti, pizzo compreso. Nel 1809 Heathcoat inventa delle macchine per la lavorazione dei Dentelle de Calais Leavers, un tipo di pizzo dalla trama fine e definita che si diffonde nelle corti europee. Ancora oggi il pizzo è sinonimo di classe ed è utilizzato per abiti principeschi, come quelli delle nozze di Grace Kelly, Lady Diana e Kate Middleton.

Tipi di pizzo e declinazioni

origini di questo tessutoIl pizzo è un tessuto versatile: adatto sia alla realizzazione di interi capi di abbigliamento o di accessori, sia ad essere utilizzato come inserto per impreziosirli. Di abiti in pizzo ne esistono numerose varianti adatte a diverse occasioni e ai gusti di ogni donna.

Il pizzo Chantilly, laminato o ricamato, è un tipo di merletto pregiato usato per abiti da cerimonia o da sera: al primo viene aggiunto un filo metallico nella tessitura, il secondo è lavorato a mano.

Il Rebrodè è una decorazione in rilievo eseguita sul pizzo; spesso è impreziosita con paillettes o perline. Il pizzo tulle ricamato a rilievo è leggero e trasparente, con piccole maglie esagonali e ricami di perline.

Il Macramé è un pizzo che nasce da un intreccio di nodi: piatto, mezzonodo, scoubidou sono alcuni dei più diffusi.

Il merletto a tombolo è un pizzo raffinato, che viene lavorato manualmente con grande abilità e precisione tessendo da 4 a 400 sottilissimi fili di cotone; ne esistono numerose versioni: il merletto a tombolo di Bruxelles è riconoscibile per il motivo a fiori e foglie, quello delle Fiandre per l’effetto lucido-opaco dei ricami e quello Valencienne per la leggerezza ottenuta intrecciando fili in lino di Burano.

Insomma, c’è da dire che le opzioni non mancano di certo, tutto sta nel saperlo indossare e abbinare con stile.

Come indossare e abbinare il pizzo

Il pizzo è un tessuto perfetto per le occasioni speciali, ma può anche essere indossato nella quotidianità. Per un party serale, un evento importante o un matrimonio dopo il crepuscolo, secondo le regole per gli invitati alle cerimonie, molto adatto è un abito lungo in pizzo abbinato a scarpe eleganti con il tacco, pochette e bijoux scintillanti.

Per un aperitivo con la dolce metà o un’uscita con le amiche, farete un figurone indossando un top in pizzo abbinato a pantaloni a vita alta e blazer. D’estate una T-shirt in pizzo si sposa benissimo con pantaloni in lino o jeans.

Se temete di non riuscire a indossare un abito midi in pizzo nero o blu notte perché troppo elegante, potete sdrammatizzare il look con una scarpa bassa, come un sandalo flat o una sneakers, con sopra un giubbino in pelle o in jeans: questi contrasti tipici dello stile Sporty Chic sanno come essere glamour e casual allo stesso tempo.

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